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12 novembre 2013

PIF Cosmetico: Cosa è e come si fa

PIF Cosmetico: Cosa è e come si fa

 

                                          Documentazione Informativa sul Prodotto

 

Art. 11 Regolamento 1223/2009/EC in materia di cosmetici (attuativo dal 11 Luglio 2013)

Quando un prodotto cosmetico è immesso sul mercato, la persona responsabile deve mantenere una accurata documentazione (PIF) informativa su di esso.

La documentazione informativa (o Product Information File) sul prodotto cosmetico dovrà essere  conservata per un periodo di dieci anni dopo la data in cui l’ultimo lotto del prodotto cosmetico è stato immesso sul mercato.»

 

Cos’è

L’adozione del nuovo regolamento europeo (CE) n.1223/2009 rende obbligatoria, per ogni prodotto compreso nella definizione di prodotto cosmetico e immesso sul mercato della Comunità Europea, la sostituzione del vecchio “Dossier tecnico” (Direttiva 76/768/CEE in abrogazione) con un nuovo documento maggiormente strutturato che prende il nome di Product Information File (PIF), in italiano "Documentazione Informativa sul Prodotto".

Il PIF deve di minima contenere i 5 tipi di informazione che seguono:

  1. Descrizione del prodotto (Articolo 11.2.a);
  2. Valutazione sulla Sicurezza del Prodotto Cosmetico (Articolo 11.2.b);
  3. Metodo di fabbricazione e dichiarazione di conformità con le GMP (Articolo 11.2.c);
  4. Prova dell'effetto attribuito al prodotto (Articolo 11.2.d);
  5. Dati relativi alla sperimentazione animale (Articolo 11.2.e).

 

Di fondamentale importanza la Valutazione della Sicurezza del Prodotto Cosmetico (Cosmetic Product Safety Report), basata sulle informazioni tecniche e tossicologiche relative al prodotto cosmetico finito, ai suoi ingredienti, oltre che al materiale di confezionamento primario.

La Valutazione della Sicurezza, a norma del Regolamento 1223/2009/CE, deve essere redatta secondo l’esempio di seguito illustrato ad opera di un tecnico specializzato, con curriculum idoneo.  

 

Tempistiche di implementazione e azioni necessarie

La redazione di PIF e Valutazione della sicurezza secondo il nuovo Regolamento si applica solo ai prodotti cosmetici esistenti che continuano a essere immessi sul mercato a decorrere dal 11 Luglio 2013 e a qualsiasi nuovo prodotto immesso sul mercato a decorrere dal 11 Luglio 2013 secondo il seguente schema:

Prodotto immesso sul mercato prima del 11 Luglio 2013 e conforme alla Direttiva:

  • Il vecchio “Dossier Tecnico” deve essere sostituito dal nuovo PIF e mantenuto aggiornato.
  • Se il prodotto non è più immesso sul mercato nell'UE a decorrere dal 11 Luglio 2013: nessuna azione necessaria.

Prodotto immesso sul mercato prima del 11 Luglio 2013 e conforme al Regolamento:

  • Il PIF deve essere redatto e mantenuto aggiornato secondo quanto disposto dal Regolamento.

Prodotto immesso sul mercato per la prima volta dopo il 11 Luglio 2013:

  • Il PIF deve essere redatto e mantenuto aggiornato secondo quanto disposto dal Regolamento.
   Responsabilità 

Il PIF deve essere ubicato presso l’indirizzo della Persona Responsabile indicato sull’etichetta del prodotto e conservato per un periodo di dieci anni dopo la data in cui l’ultimo lotto del prodotto cosmetico è stato immesso sul mercato. Di seguito, sono elencate le responsabilità dei principali attori della filiera del cosmetico (Persona Responsabile, Valutatore della Sicurezza e Distributore) rispetto al PIF.

 

Doveri della persona responsabile

  • Comprovare la conformità del prodotto al Regolamento tramite il PIF al fine di rispondere alle richieste fatte dall'autorità competente;
  • Assicurare che la Valutazione di Sicurezza del Prodotto Cosmetico sia stata effettuata da un valutatore della sicurezza;
  • Conservare e mantenere aggiornate le informazioni contenute nei documenti di cui sopra;
  • Essere il primo punto di contatto per le autorità preposte, nell'eventualità di un'indagine sul prodotto immesso sul mercato.

 

Doveri del valutatore della sicurezza 

  • Valutare la sicurezza del prodotto cosmetico prima che sia immesso sul mercato;

A seconda del suo accordo contrattuale con la persona responsabile, il valutatore della sicurezza può anche dover:

  • Raccogliere tutte le informazioni necessarie per documentare la Valutazione della Sicurezza;
  • Collaborare con la persona responsabile per garantire che la Valutazione della Sicurezza sia immediatamente disponibile per l'autorità competente e mantenerla aggiornata.

 

Doveri del distributore

  • Collaborare con la persona responsabile e le autorità nazionali competenti ogni volta che si renda necessario in modo da assicurare la conformità al Regolamento.
   Conclusioni

In questo particolare periodo di passaggio dalla vecchia Direttiva al regolamento europeo (CE) n.1223/2009 la redazione del PIF e della Valutazione della Sicurezza assolve ad un fondamentale obbligo regolatorio e costituisce la base per la notifica elettronica tramite portale CPNP (Cosmetic Products Notification Portal).

Le aziende produttrici e distributrici, che intendono importare, produrre e commercializzare all’interno della Comunità Europea, sono pertanto chiamate ad affrontare questo particolare momento di transizione e rifusione della normativa in materia di cosmetici, “ristrutturando” e approfondendo le informazioni in proprio possesso sia per quanto riguarda i prodotti maturi sia per quanto riguarda l’allestimento ex novo della documentazione dei prodotti in via di introduzione.

In questa corsa alla compliance regolatoria, non va però dimenticata la centralità delle GMP cosmetiche (UNI EN ISO 22716:2008) come strumento a disposizione dell’azienda per garantire che il processo produttivo in tutta la sua complessità, dal reperimento di materie prime e materiale di confezionamento, alla produzione, all’analisi, all’immagazzinamento e alla spedizione, conduca ad un prodotto finito qualitativo, sicuro ed efficace volto all’ottenimento di una maggiore sicurezza per il consumatore finale.

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57 Responses to “PIF Cosmetico: Cosa è e come si fa”

  1. Rispondi
    FULVIO F.

    Volevamo conoscere il costo per realizzare un Pif comprensivo di tutti i test richiesti per un cosmetico.
    Saluti
    F.

    • Rispondi
      Luca Filler

      m-Squared è piuttosto famosa per avere un sistema aziendale talmente snello da permettere solitamente un costo dei servizi mediamente del 13% inferiore alla concorrenza pur fornendo SOLO consulenze SENIOR (per policy non ci sono Junior consultant nello staff).
      Il costo di un PIF per come lo concepiamo in m-Squared, si compone dalla somma di distinte sezioni.
      1) Qualità del prodotto: (certificazioni delle materie prime, del produttore, dei fornitori, audit, ecc;
      2) Valutazione sicurezza del prodotto: significa valutare gli ingredienti, l'insieme di questi, i test che sono stati eseguiti, quelli mancanti, e firmare una sorta di "perizia" che dice se il prodotto è da ritenersi sicuro oppure no. Questa firma non può essere fatta da chiunque: per legge chi lo fa deve avere un curriculum idoneo a poterlo fare; inoltre, non è solo per questioni legali (il tossicologo si assume ovviamente la responsabilità di quello che firma) ma è anzi a tutela stessa del cliente: fin'ora non abbiamo mai sentito clienti che fossero tranquilli nell'immettere sul mercato prodotti potenzialmente non sicuri e che oggi, con i sistemi di Cosmeto-Vigilanza in vigore del Ministero della Salute poterebbero guai immediati (NAS)!! Assolutamente doveroso che chi valuta la sicurezza sia idoneo per poterlo fare!!!!! ;
      3) Esecuzione dei test di laboratorio: se non già presenti nella documentazione del cliente alcuni test possono/devono essere eseguiti. Alcuni esempi possono essere: Patcht test per comprovare eventuali irritazioni cutanee, Challenge Test per verifica delle cariche batteriche, ecc.
      Per il costo Le Le faremo avere un preventivo ad hoc, ritagliato sulle Sue esigenze.

  2. Rispondi
    Marcello L.

    un prodotto cosmetico ,prodotto con scheda tecnica e prove di valutazione, sul mercato dal gennaio 2012 in qualita' di distributore cosa bisogna fare per essere a norma ?

    • Rispondi
      Luca Filler

      “Il Regolamento 1223/2009/CE definisce il «distributore» come “una persona fisica o giuridica nella catena della fornitura, diversa dal fabbricante o dall’importatore, che mette a disposizione un prodotto cosmetico sul mercato comunitario”.

      CASO 1) IL FABBRICANTE DEL PRODOTTO COSMETICO HA SEDE NELLA COMUNITÀ EUROPEA:

      1.a. Se il distributore si limita a immettere sul mercato il prodotto fornito dal fabbricante non deve compiere alcuna azione.

      1.b. Se il distributore effettua la mera traduzione (fedele cioè all’originale) dell’etichetta nella lingua del mercato in cui distribuisce il prodotto, è tenuto ad effettuare una notifica semplificata al portale CPNP ad integrazione di quella del fabbricante.

      1.c. Se invece, il distributore immette un prodotto cosmetico sul mercato con il suo nome o con il suo marchio o modifica un prodotto già immesso sul mercato in modo tale che possa essere compromessa la conformità con i requisiti applicabili, ad esempio traducendo liberamente l’etichetta del prodotto, diventa a tutti gli effetti la persona responsabile per quel prodotto; come tale è tenuto a compilare il PIF (dossier cosmetico) e ad effettuare una nuova notifica al portale CPNP slegata da quella originale del fabbricante.

      CASO 2) IL FABBRICANTE DEL PRODOTTO COSMETICO HA SEDE AL DI FUORI DELLA COMUNITÀ EUROPEA:

      In questo caso l’azienda fabbricante con sede al di fuori della CEE è obbligata a designare una persona responsabile all’interno della CEE (il nome e l’indirizzo della persona responsabile designata devono comparire in etichetta).

      2.a. Se la persona responsabile designata all’interno della CEE non coincide col distributore, si ricade nei casi 1.a e 1.b.

      2.b. Se invece, il distributore è designato come persona responsabile all’interno della CEE, anche se effettua solo la mera traduzione dell’etichetta, è tenuto a compilare il PIF e ad effettuare la notifica al portale CPNP.

      A prescindere da quanto riportato sopra il distributore è comunque tenuto a garantire che:

      1. l’etichetta contenga le informazioni previste di legge;

      2. siano rispettati i requisiti linguistici del paese in cui distribuisce il prodotto;

      3. non sia decorso il termine di durata minima specificato (scadenza);

      4. siano garantite le condizioni di stoccaggio o di trasporto del prodotto cosmetico finito;

      Il distributore infine collabora con la persona responsabile della ditta produttrice e con le autorità competenti in caso di segnalazione di reazioni avverse (cosmetovigilanza).”

  3. Rispondi
    Elio

    Buonasera, ho una società che produce cosmetici naturali in Tunisia, vorrei introdurli nel mercato europeo. Avrei bisogno di redigere il PIF si tratta di circa 20 prodotti ognuno con circa 5 o 6 ingredienti. Vorrei sapere più o meno a quanto mi verrebbe a costare fare tutte le analisi presso di voi.
    Grazie
    Cordiali saluti
    Elio

    • Rispondi
      Luca Filler

      Buongiorno,
      La quotazione dei servizi di redazione PIF e analisi è molto influenzata dal tipo di informazioni già in vostro possesso (es: ci sono già delle schede di sicurezza? I produttori delle materie prime sono certificati? ecc).
      La contatteremo quanto prima così da poterLe confezionare un offerta di servizi ad hoc.

      • Rispondi
        FRANCESCO

        Buona sera vorrei sapere il costo della redazione di un pif per circa 30 prodotti cosmetici inerenti alle unghie.
        sono gia in possesso di schede di sicurezza, di inci e certificazione

        • Rispondi
          Luca Filler

          Salve ,
          La contatteremo direttamente per raccogliere tutte le informazioni necessarie a produrLe un'offerta su misura delle Sue necessità specifiche.
          Saluti

  4. Rispondi
    mauro

    Importazione colori in polvere da India:
    2 prodotti uno 100% naturale l altro con chimica ammessa comunità europea
    Cosa bisogna fare?

    • Rispondi
      Luca Filler

      Anche in questo caso molto dipende dalla documentazione che il produttore/fornitore originale può/vuole condividere.
      Con il nuovo regolamento Europeo, la necessità di documentazione e prove di sicurezza ed efficacia è tale per cui è necessario ben valutare se il risparmio nell'acquisto del prodotto è maggiore rispetto alla spesa di preparare tutti i documenti del caso.
      Va ricordato che per prodotti provenienti da extra Eu deve deve essere eseguita una valutazione della sicurezza da una persona, con curriculum idoneo residente in Europa.

  5. Rispondi
    Walter

    Buonasera,

    mi accingo a distribuire dei prodotti per ricostruzione unghie prodotti in Polonia per conto di una ditta Rumena

    la ditta Rumena che mi affiderebbe la distribuzione per l'Italia, visto che rieticchetta i prodotti, ha presentato la regolare documentazione PIF in Romania ed è completamente in regola

    io come distributore devo possedere le schede di sicurezza in lingua Italiana o vanno bene anche le originali che sono redatte in Inglese ?

    se ho capito bene non ho obblighi di presentazione di alcuna richiesta o notifica per quanto riguarda il PIF

    Grazie per l'attenzione

    • Rispondi
      Luca Filler

      Se le informazioni presenti in etichetta sono già conformi al regolamento e non devono essere modificate in nessuna parte non c'è bisogno di alcuna notifica o PID di sorta.
      Alcune accortezze:
      Non è possibile distribuire prodotti che non hanno etichette in regola).
      Il distributore deve assicurarsi di avere una chiara e solida rintracciabilità dei prodotti distribuiti identificando chiaramente la catena logistica e gli attori coinvolti risultando così in grado di poter predisporre il ritiro dei lotti in caso di necessità. Il mantenimento delle informazioni circa l’identificazione di tutta la catena di fornitura deve essere mantenuta per 3 anni dalla data distribuzione del lotto.
      Inoltre è responsabile per la garanzia delle condizioni di stoccaggio e trasporto (es. temperatura) ed è sua responsabilità non distribuire prodotti contenenti sostanze vietate.
      Le schede di sicurezza in lingua inglese vanno bene.
      Attenzione però che le sole schede dei componenti non sono sufficienti:
      In caso di necessità, infatti, le autorità competenti chiederanno la “Valutazione della Sicurezza del Prodotto”, che dovrà essere immediatamente disponibile ed in una lingua facilmente comprensibile (inglese va benissimo).

  6. Rispondi
    fabrizio

    Salve
    io ho una profumeria alla spina e vendo profumi di un marchio registrato che ci fornisce le confezioni da 500 ml e noi le confezioniamo al cliente al momento nelle confezioni da 30 o 50 ml sempre a marchio di chi ci fornisce il prodotto e nelle confezioni fornite da loro, noi però ultimamente vorremo mettere il profumo nelle confezioni da 30 ml e 50 ml che non sono del fornitore perché abbiamo un risparmio notevole acquistandole direttamente in fabbrica, come dobbiamo comportarci quindi per mettere il profumo in queste confezioni e con quale dicitura e etichettatura? visto che il fornitore del profumo non ci ha dato via libera ma vuole solo che usiamo le sue confezioni. ci ha solo detto che lui fornirà solo il 500 ml etichettato a norma e a proprio marchio e che se vogliamo poi confezionarlo in altre confezioni non sue dobbiamo farlo con notifica e annessi e connessi che non abbiamo capito bene.
    spero di essere stato chiaro in alternativa posso ricontattarvi
    vi ringrazio se potrete aiutarmi a comprendere meglio
    cordialmente
    Fabrizio

    • Rispondi
      Luca Filler

      Nel momento stesso in cui confezionate il prodotto in contenitori diversi da quelli originali diventate parte integrante del ciclo di fabbricazione del prodotto poichè intervenite modificando etichette, confezioni, ecc.
      Dovete quindi produrre una nuova notifica di registrazione che servirà a collegare idealmente la nuova confezione con il prodotto già registrato e notificato alle autorità.
      Per fare questa operazione è necessario disporre del PIF del prodotto e della “valutazione della sicurezza”.
      Entrambi questi documenti o parte di essi dovrebbero già essere in vostro possesso in quanto, frazionando il prodotto in contenitori più piccoli, diventate responsabili dell’operazione e dovreste avere a portata di mano tutta la documentazione necessaria in caso di richiesta da parte delle autorità.

  7. Rispondi
    lorenzo

    Salve, a breve andrò a vendere presso centri estetici una crema viso da cabina e da rivendita. Questa crema viso viene prodotta da un laboratorio autorizzato appositamente per me, io dovrei fornire loro i vasetti e il packaging secondario. Vorrei sapere se possono essere loro la persona responsabile e se il CPNP può anch'esso essere fatto a nome loro ? di conseguenza io sarei solo il distributore? grazie.

    • Rispondi
      Luca Filler

      Dipende dagli accordi commerciali che prendete e da chi produce materialmente il prodotto finito (flaconi e confezionamenti secondari inclusi).

      Se queste operazioni sono tutte fatte dall’azienda e non da Lei potrebbe essere possibile, sulla base delle informazioni sopra fornite, lasciare a loro l’onere di PIF e notifica definendo in un agreement commerciale l’esclusività della distribuzione prodotto nei Suoi confronti.

  8. Rispondi
    Paolo

    Buongiorno, Vi ho scritto tempo fa e non ho avuto risposta sui prezzi PIF.
    Quanto costa fare un PIF di uno smalto?

    Grazie.

    • Rispondi
      Luca Filler

      Salve Paolo,
      Ci dispiace di non averle dato risposta a breve giro.
      Sfortunatamente siamo stati sotto fortissimo attacco spam nelle ultime settimane può essere che il Suo post sia stato erroneamente catalogato come tale.
      Venendo alla Sua necessità, per fare un preventivo che risulti sensato sarebbe necessario avere qualche informazione in più.
      La contatteremo per farLe avere le risposte che Le servono entro sera.

  9. Rispondi
    Lorenzo

    Spett.le m-squared,
    scrivo per avere da Voi alcune delucidazioni.
    Vorrei mettere in commercio dei saponi solidi naturali, prodotti prevalentemente con olio d'oliva e cocco ed impreziositi con oli essenziali di agrumi. Mi chiedevo quanto potesse costare redigere un pif per tali prodotti e quali le analisi da fare sul prodotto finito.
    grazie
    Cordiali saluti

    • Rispondi
      Luca Filler

      Purtroppo stimare il costo di questa attività con così poche informazioni è difficoltà e potrebbe dare adito a errori grossolani.
      In ogni caso si deve sempre tenere presente che produrre e registrare il PIF non esaurisce le attività che devono essere svolte per essere conformi con il regolamento, che ricordiamo implica notevoli altri punti, quali, ad esempio, la farmacovigilanza, la tracciabilità della catena di fornitura e distribuzione, la stesura della Valutazione sulla sicurezza del prodotto, e diversi altri.

  10. Rispondi
    Mari

    Gentilissimi,

    vorrei sapere esattamente la differenza tra questi 2 punti:

    1.a. Se il distributore si limita a immettere sul mercato il prodotto fornito dal fabbricante non deve compiere alcuna azione.

    1.b. Se il distributore effettua la mera traduzione (fedele cioè all’originale) dell’etichetta nella lingua del mercato in cui distribuisce il prodotto, è tenuto ad effettuare una notifica semplificata al portale CPNP ad integrazione di quella del fabbricante.

    Bisogna iscriverli o non è obbligatorio? Le etichette possono essere sotto forma di bugiardini?
    Attendo un vostro gentile riscontro
    Grazie

    • Rispondi
      Luca Filler

      Salve,
      1.a. Se il distributore si limita a immettere sul mercato il prodotto fornito dal fabbricante non deve compiere alcuna azione

      Risp: Non proprio. Deve comunque accertarsi che il prodotto sia conforme al regolamento cosmetico e correttamente notifcato sul portale CPNP prima di immetterlo sul mercato. Inoltre è responsabile della logistica (qualità dei magazzini e dei trasporti) e della cosmetovigilanza che ne deriva (dove spedisco, a chi e in quali condizioni). Da notare che se il prodotto proviene da fuori CE il distributore è comunque ritenuto Persona Responsabile ed è tenuto a notifica, ecc.

      1.b. Se il distributore effettua la mera traduzione (fedele cioè all’originale) dell’etichetta nella lingua del mercato in cui distribuisce il prodotto, è tenuto ad effettuare una notifica semplificata al portale CPNP ad integrazione di quella del fabbricante.
      Risp: La fedele traduzione dell'etichetta non è considerata "Modifica". Va comunque notificata sul portale.
      In linea di massima le etichette potrebbero essere sotto forma di bugiardini sebbene sia tendenzialmente sconsigliabile.

  11. Rispondi
    Enzo

    Salve,
    se un fabbricante europeo, mi affida la distribuzione esclusiva in Europa di una linea di un prodotto cosmetico avente già PIF etc,in qualità di distributore cosa devo fare per essere in regola?

    • Rispondi
      Luca Filler

      In qualità di distributore di un prodotto Europeo deve assicurarsi che
      • Assicurarsi che il prodotto distribuito sia conforme al regolamento
      • La catena logistica sia idonea e qualificata il suo prodotto/i
      • Siano rispettati i requisiti linguistici
      • I prodotti siano in corso di validità
      • Tenere traccia (per 3 anni) della distribuzione così da poter richiamare eventuali lotti in caso di problemi (cosmetovigilanza)
      • Collaborare con le autorità in caso di rischi per la salute inerenti al prodotto/i (quindi avere a portata di mano PIF e relazione sulla sicurezza sempre aggiornato – con agreement legale con il fabbricante)

  12. Rispondi
    Barbara

    Buongiorno
    mi piacerebbe aprire un laboratorio di saponi artigianali.
    So che devo seguire tutto l'iter burocrativo ASL, ma mi chiedevo se il Pif deve essere uno per ogni "ricetta". Ad esempio sapone con 4 ingredienti necessita di un Pif per poterlo vendere, ma se aggiungessi un ingrediente (un pigmento naturale) il Pif precedente non vale e deve essere rifatto?
    Grazie.

    • Rispondi
      Luca Filler

      Buongiorno,
      Dipende un po' da caso a caso.
      In linea generale il PIF deve essere fatto per ogni formulazione. Quindi se si aggiunge un ingrediente diverso il PI dovrebbe essere rifatto.
      Vi sono dei casi in cui è possibile variare la "quantità" di pigmento per ottenere colorazioni diverse e quindi utilizzare il PIF originale con delle appropriate variazioni.

  13. Rispondi
    LUIGI

    Vorrei aprire una azienda di detersivi, mi sono gia informato. Mi puo inviare un preventivo di P.I.F. per circa 30 prodotti.

    • Rispondi
      Luca Filler

      Buongiorno,
      Volentieri, ma per fare una quotazione come si deve avremo certo necessità di qualche altra informazione.
      La ricontatto privatamente per offrile la soluzione più in linea con le Sue esigenze.

  14. Rispondi
    LUIGI

    BUONGIORNO,
    STO APRENDO UN NEGOZIO DI PROFUMI ARTIGIANALI/PERSONALIZZATI A MIO MARCHIO.
    UTILIZZO ESSENZE, PRODOTTI SEMILAVORATI, ACQUISTATE DA AZIENDE RICONOSCIUTE E DA ESSE PREPARO I PROFUMI. AVREI BISOGNO DI UN PREVENTIVO DETTAGLIATO, DELLA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA, ETC PER POTER REDIGERE IL PIF
    CORDIALI SALUTI
    LUIGI

    • Rispondi
      Luca Filler

      Buongiorno Sig. Luigi,
      Per il PIF sono necessari:
      - Lista dettagliata degli ingredienti e formulazione quali-quantitativa completa
      - Processo di produzione
      - Caratterizzazione delle materie prime utilizzate
      - Certificazioni dei laboratori/officine che fabbricano il prodotto
      - Valutazione della sicurezza del prodotto (test di laboratorio sulla sicurezza del prodotto, sulla stabilità a lungo termine per poter determinare la scadenza, ecc…) firmata da persona con CV , titolo di studio ed esperienza professionale idonea a certificare il prodotto.
      Il PIF va poi notificato sul portale CPNP e mantenuto costantemente aggiornato per l’intera vita del prodotto.

  15. Rispondi
    Marcello

    Salve vorrei produrre una mia linea di make up,a quale azienda italiana posso rivolgermi,e conoscere i costi di produzione.

    • Rispondi
      Luca Filler

      Salve Marcello,
      dipende molto dalla linea di prodotti.
      Se ci fa un colpo di telefono sarò felice di aiutarLa.

  16. Rispondi
    Aquilino

    Buonasera,mi sta sorgendo un dubbio,sono un parrucchiere e un'azienda mi ha personalizzato alcuni prodotti con il mio logo,se non ci dovesse essere il loro indirizzo riportato sulla scatola con eventuali spiegazioni automaticamente sarei sansionabile?perché a vederli sembrano stati fatti dalla mia attività

    • Rispondi
      Luca Filler

      Buongiorno,
      Sulla confezione deve sempre essere ben indicato il riferimento del titolare del PIF ovvero la Persona responsabile e come rintracciarla velocemente.
      Dipende poi se il prodotto è stato correttamente notificato su CPNP.
      Quindi direi che è una situazione potenzialmente a rischio, stando alle informazioni che ci fornisce su questo post.
      Ci chiami che ne parliamo bene e vediamo come si può farLa stare più tranquillo.

  17. Rispondi
    Maria

    Buongiorno. Io vorrei sapere visto che produco saponi come dovrebbe essere un laboratorio a norma?sto iniziando solo ora e sto facendo certificare con il PIF il mio sapone x poter essere apposto e per poterlo vendere. La asl l'anno scorso mi aveva detto che potevo farlo in casa e io vorrei sapere se è vero. In attesa di una vostra risposta vi ringrazio in anticipo. Maria

    • Rispondi
      Luca Filler

      Funzionario che vai…risposta che trovi!!
      Fare i saponi in casa di per sé non è vietato, a patto di rispettare le norme igenico sanitarie previste.
      Inoltre anche se la produzione è “casalinga” non si può non avere una serie di documenti e procedure (Sistema qualità a norma di regolamento cosmetico) che gestiscano magazzino, numerazione dei lotti, istruzioni operative, ecc.

  18. Rispondi
    Luca Filler

    Si, deve essere pronto prima dell'immissione.

  19. Rispondi
    Francesco

    Salve, sto per aprire un negozio di profumi alla spina vorrei sapere il costo e la documentazione dettagliata che serve per fare il pif.

    • Rispondi
      Luca Filler

      Il discorso relativo alle profumerie alla spina è assai complesso.
      Meglio parlarne a voce.
      Ci chiami.

  20. Rispondi
    Cristiana

    Salve, ho un centro estetico ed eseguo ricostruzione unghie. Per i prodotti che acquisto (creme, smalti e gel) devo avere la scheda di sicurezza di tutti i prodotti? in che lingua deve essere? Grazie mille

    • Rispondi
      Luca Filler

      Salve,
      la scheda di sicurezza deve sempre esserci e deve essere in italiano.
      Attenzione che "scheda di sicurezza" non è il PIF.

  21. Rispondi
    ilaria

    Buongiorno
    abbiamo un piccolo laboratorio e vorremmo produrre creme cosmetiche artigianali, abbiamo gia' delle ricette volevamo sapere se dovevamo anche noi fare il Pif essendo prodotto in piccole quantità e su richiesta. Inoltre se anche i saponi solidi e liquidi che gli oli essenziali devono essere registrati, attendiamo vostre comunicazioni per poter lavorare con Voi saluti Ilaria

    • Rispondi
      Luca Filler

      Salve,
      Si, dovete adempiere agli obblighi di legge. Di per sè non è complicato. Anzichè parlare di produzioni industriali si può gestire una produzione artigianale.
      E' fattibilissimo!

  22. Rispondi
    Luca Filler

    Per come è descritta la situazione nel Suo messaggio, i documenti vanno intestati all'azienda che produce. Gli accordi di sfruttamento della formula saranno oggetto di negoziazione separata.

  23. Rispondi
    David

    Buongiorno,
    sono il proprietario di un sito ecommerce di cosmetici:
    praticamente tutti i nostri prodotti sono made in usa ma li acquistiamo da un distributore in uk. Ora stiamo prendendo in considerazione l'eventualità di acquistarli ed importarli direttamente dagli usa. E' fattibile? E' complicato dal punto di vista normativo? Come si deve procedere? A chi ci si deve rivolgere per le pratiche? Grazie.

    • Rispondi
      Luca Filler

      La cosa è fattibile assumendo voi il ruolo di persona responsabile e quindi garantendo la qualità dei prodotti, la cosmeto vigilanza e la qualifica della distribuzione, ecc.
      Venerdì prossimo ne parliamo in un webinar gratuito qui: Webinar regolamento cosmetico gratuito

  24. Rispondi
    mariano

    Buongiorno,
    le chiedo gentilmente informazioni riguardo la stesura di scheda di sicurezza e pif per la vendita di un oleolito di iperico di nostra produzione.
    Fattibilità e costi relativi
    Grazie
    Mariano

    • Rispondi
      Luca Filler

      Salve la contatto in privato per le informazioni specifiche

  25. Rispondi
    maria

    Gentile Luca,

    le scrivo per info riguardo l'importazione di cosmetici dalla Polonia.
    Sono un distributore, ho iscritto tutti i prodotti sul cpnp, e faccio tradurre ed applicare le etichette tradotte in italiano (mera traduzione delle loro etichette).
    Sto traducendo anche le schede iNCI e MSDS dall'inglese all'italiano.
    é corretto tutto ciò fatto sino ad ora? Sono obbligata a fare le schede PIF anche se non produco o etichetto i prodotti con un mio marchio?
    Attendo sue
    La ringrazio anticipatamente.
    Maria

  26. Rispondi
    Carmen

    Buingiorno
    Io sono collaboratrice presso uno studio immagine
    Chiedo si può acquistare colle liquidi ed extensiin ciglia sintetiche in uk e venderli qui in Italia con etichetta in inglese.? Devo tradurla?
    Essendo in comunità Europea la validità del pif e schede sicurezza usl eccc. È' uguale come se acquistassi qui in Italia?
    Le faccio questa domanda perché questa mattina un ufficio mi comunicava che il pif per prodotti svizzeri e inglesi deve sapere fatto qui.
    Grazie mille

    • Rispondi
      Claudia Monelli

      La differenza non è se il PIF è fatto in Europa, in UK o Svizzera ma solo se il prodotto è già stato notificato e se esiste una persona responsabile che risponde cioè del prodotto davanti alla legge.
      Per quanto riguarda l’etichetta deve contenere indicazioni in caratteri indelebili, facilmente leggibili e visibili ed essendo commercializzata in Italia va tradotta.

  27. Rispondi
    Neven

    Salve,

    Sto valutando l'idea di provare a commercializzare uno scrub per il corpo che mia moglie prepara da diverso tempo in casa per se e le sue amiche . Sarrei interessato a capire quali sono i costi annessi a tutto l'iter della redazione del PIF , scheda di sicurezza. Ecc. E se è possibile trovare un laboratorio cosmetico che crei il prodotto rigorosamente in base alle mie indicazzioni..

    Ringrazio in anticipo per il vostro tempo

    • Rispondi
      Claudia Monelli

      Per fare un preventivo che risulti in linea con le sue richieste avrei bisogno di ulteriori informazioni.
      La contatteremo al più presto per farLe avere le informazioni che Le servono.

  28. Rispondi
    Sara

    Gentile Luca,
    vorrei porvi un quesito. Io ho una piccola attività di profumeria biologica, è possibile acquistare prodotti in grandi quantitativi e frazionarli in confezioni più piccole? Faccio un esempio: L'olio di mandorle acquistato in taniche da 5 kg e poi diviso in flaconi da 100 ml? Cosa dovrei fare, se si può fare? Basterebbe rietichettare i nuovi flaconi con i dati presenti sulla confezione originale?
    Grazie

    • Rispondi
      Claudia Monelli

      Si, si può fare. Frazionando il prodotto diventereste responsabili dell’operazione e andando a modificare etichette e confezioni dovete produrre una nuova notifica. Per questa operazione avrete bisogno del P.I.F. del prodotto e della relativa “valutazione della sicurezza”.

  29. Rispondi
    Lucrezia

    Salve, chiedo un'informazione riguardo a un prodotto cosmetico per farmacie che ho brevettato qualche anno fa. Su questo brevetto adesso sta nascendo una start-up. Si può avere una stima del costo per il PIF? Chiedo inoltre quali competenze sono necessarie al fine di redarre tale documentazione? (Voi indicate con "curriculum idoneo". Può chiarire cortesemente?)

    Grazie

    • Rispondi
      Claudia Monelli

      Per curriculum idoneo si intende, secondo quanto riportato sulla legge, laurea in farmacia, CTF, ecc ed esperienza comprovata per la valutazione della tossicologia.
      Per fare un preventivo che risulti in linea con le sue richieste avrei bisogno di ulteriori informazioni.
      Ci chiami in ufficio per valutare esattamente la Sua situazione.

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