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07 luglio 2014

Novel Food Packaging

Novel Food Packaging

La sicurezza e la qualità di un prodotto alimentare confezionato sono il risultato di interazioni complesse tra l'alimento, la confezione e l'ambiente.

Ciascuno di questi elementi può entrare in relazione con ogni altro, dando luogo a qualche fenomeno di interazione.

Nel corso del tempo il packaging ha subito un'evoluzione concettuale: tecniche di confezionamento per contenimento e protezione, quindi l’impiego di materiali barriera, di confezioni che modulano la conservazione, di materiali attivi e dispositivi intelligenti, con biomateriali e biomateriali attivi.

I requisiti essenziali da associare ai diversi tipi di packaging e da valutare per una scelta corretta dello stesso, in funzione del tipo di alimento da confezionare, risultano essere principalmente associati alle funzioni di:

- Contenimento

- Protezione fisica

- Protezione dei requisiti di qualità, sia nutrizionali che sensoriali

- Comunicazione visiva delle caratteristiche di prodotto

A questi requisiti oggi si sommano alcuni requisiti supplementari:

- comodità e facilità d’uso

- problemi associati alla logistica ed al servizio

- sostenibilità

All’interno del sistema economico che governa ogni impresa, si devono inoltre tener in considerazione ulteriori requisiti detti propriamente “di sistema”, relativi a parametri di redditività e competitività aziendale.

Il settore ortofrutticolo, in questo contesto, presenta esigenze particolari data la “deperibilità” e “fragilità” dei prodotti e le necessità di garantire il più a lungo possibile il loro stato di freschezza.

Diversi i punti critici da tenere in considerazione che si rilevano dal campo alla vendita.

In particolare, per la movimentazione dei prodotti ortofrutticoli freschi vengono individuati tre momenti specifici, ai quali corrispondono diverse soluzioni di imballaggio:

- il trasporto dal campo ai centri di smistamento (consorzi, magazzini di stoccaggio ecc.)

- il trasporto dai centri di smistamento alla distribuzione (mercati rionali, GDO ecc.)

- la vendita al consumo

Una recente sintesi delle disponibilità della fascia di mercato coperta dalle diverse soluzioni di imballaggio di potenziale impiego lungo la filiera ortofrutticola evidenzia la vasta gamma e l’alta differenziazione dei materiali più innovativi che, se da un lato hanno sicuramente migliorato l’offerta e la disponibilità di prodotti idonei al confezionamento alimentare, dall’altra possono rendere più difficile la scelta del materiale di imballaggio da parte del produttore e del trasformatore aggravando la fase di valutazione dei reali benefici e vantaggi offerti dalle diverse tipologie di packaging attualmente disponibili

Soddisfare appieno la “complicata” normativa europea (Framework Regulation, EC 1935/2004) relativa al confezionamento e, contemporaneamente, scegliere la soluzione di imballaggio più congrua per il prodotto e più sostenibile per l’agricoltore o l’impresa non è facile.

Le più importanti novità riguardano soprattutto la vendita al consumo con l’introduzione di:

-combinazione di materiali sintetici con sostanze naturali al fine di introdurre nuove, specifiche e utili funzionalità, come nel caso del “bio-packaging”;

-di materiali catalogati come imballaggi biofunzionali (“functional bio-packaging”), dove può essere prevista l’incorporazione di sostanze naturali attive ad attività antimicrobica e/o antiossidante;

- di “packaging” definiti ACTIVE and SMART, cioè imballaggi attivi ed intelligenti.

Si tratta principalmente di sistemi o film a rilascio di sostanze antimicrobiche.

I film possono contenere la sostanza antimicrobica immobilizzata, quali per esempio polimeri modificati ad attività antimicrobica, barriere multistrato con antimicrobici immobilizzati.

Emerge chiara la necessità di standardizzare le procedure ed uniformare i coefficienti tecnici da utilizzare nella progettazione ed analisi del sistema, al fine di poter effettuare con applicazioni dedicate, comparazioni tra scenari diversi garantendo così la rispondenza delle soluzioni scelte sotto il profilo tecnico-economico ed energetico.

Solo con azioni che hanno come obiettivo l’approfondimento di queste tematiche e che vedono uniti, nello sforzo di rilanciare il settore agro-industriale italiano, enti di ricerca, imprese costruttrici, organizzazioni di categoria, enti di formazione e divulgazione, produttori e trasformatori e, non ultimo, associazioni di consumatori si può dare una nuova spinta al sistema agro-industriale italiano.

Con queste premesse, la ricerca in agricoltura riuscirà a supportare adeguatamente la domanda dell’industria e potrà essere in grado in grado di continuare a fornire e trasferire risultati utili al rilancio della competitività del settore, nel rispetto della tradizione pur con occhio vigile agli sviluppi dell’innovazione.

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