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formazione

C’è sempre più bisogno di formazione intelligente all’interno delle aziende. Dico Intelligente perché i programmi devono essenzialmente essere tagliati su misura sulle esigenze di chi la chiede. Lo stesso macro argomento può e deve essere affrontato in maniera mirata. Anche le “classi” che usufruiscono di un aggiornamento dovrebbero essere studiate affinchè l’argomento sia di reale interesse e miri a soddisfare delle esigenze immediate. Per questo la collaborazione tra azienda ospitante e l’ente erogatore della formazione è fondamentale. L’obiettivo deve essere chiaro ad entrambi i player interessati. L’uno, il primo, deve ben conoscere le lacune dei propri dipendenti, l’altro, il secondo, deve conoscere e proporre le soluzioni più adatte. Quante volte ci è capitato di partecipare a corsi dove per la stragrande maggioranza del tempo abbiamo udito cose che già conoscevamo? E quante volte terminati questi corsi ci siamo detti “ne so quanto prima”! Questo epilogo sia ben chiaro è una sconfitta per tutti! Denaro speso male e insoddisfazione per l’odience, e feedback negativo sull’azienda erogatrice della conoscenza.

Questo spesso avviene perchè nella fase di “vendita” non viene fatta un’indagine approfondita delle reali esigenze e questo lo ripeto avviene in tutta la catena.

Da qui è necessario partire a ragionare con dinamiche che facilitano il dialogo. In azienda tra tra chi decide i piani formazione, a chi sono rivolti e perchè. Non dimentichiamoci che la formazione in tante aziende è considerato un benefit ai dipendenti. E’ vero che l’azienda “forma” per avere prestazioni sempre migliori dai propri dipendenti ma è altresì vero che la conoscenza rimane personale ed è spendibile dal soggetto che ne beneficia in tutte le sfere del proprio essere in temini immediati e futuri. Quindi… Voi regalereste al vostro compagno/a un abito non appropriato?

Ma torniamo al dialogo tra le parti

Un HR manager o un dirigente deve essere al corrente del panorama che lo circonda. La propria azienda, i capi reparto, le esigenze, i cambi normativi e procedurali interni ed esterni al mercato di riferimento. Le aziende che fanno formazione allo stesso modo se settoriali devono altresì conoscere tali dinamiche. Solo unendo i due soggetti si potrà usufruire di un prodotto ad Hoc. L’uno dà e riceve allo stesso momento. L’informazione deve necessariamente avvenire ancor prima che ci sia l’accordo. La definizione del programma è lo step 2 del processo, che funzionerà solo laddove l’indagine sarà avvenuta in totale trasparenza e conoscendo ognuno, il punto da dove si parte.

Il risultato così operando non potrà che essere ottimale. Settimane fa scrivevo che la formazione così come la conosciamo è morta! Questo modo di fare formazione indubbiamente.

Case history personale.

La scorsa settimana ho partecipato ad un evento gratuito su argomenti cross market. Mi aspettavo la solita lezioncina pregna di autoreferenzialità e invece… Mi trovo un formatore che prima di iniziare interroga la platea -> ne interpreta il livello -> ci costruisce gli argomenti e li indirizza! Risultato: tasso di attenzione ai massimi storici, interazione totali tra i partecipanti, soddisfazione palpabile, esempi pratici, elenco soluzioni con tanto di esercitazioni guidate -> esco da li che ne so di più! =SODDISFAZIONE.

L’azienda erogatrice fa una super figura, ci guadagnerà indubbiamente nel futuro in termini di nuovi clienti e consulenza, nell’immediato in termini di authority e passa parola.

I partecipanti ne escono appunto… più formati e felici… e un dipendente felice e capace è un dipendete che opera meglio!

Quindi, se devi scegliere un academy o una consulenza… non scegliere di impulso quella che è da sempre sul mercato o la più facile da trovare. Scegli quella che ti sa ascoltare, quella che meglio sa indagare sulle tue necessità, quella che ha fame di costruire una relazione… perchè quella sarà per te e tuoi dipendenti un costo tramutato in benefit! Relazioni… e non semplici transazioni!

 

Lorenzo D’Isita | Marketing & Communication Manager

 

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