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Filosofia Lean and six sigma: una breve introduzione alla riduzione degli sprechi in ambito industriale

Lean e Six Sigma

Con Lean Six Sigma si intende una concezione manageriale che combina la filosofia di produzione Lean e il programma di gestione della qualità, Six Sigma. L’obbiettivo è quello di eliminare gli sprechi, ottimizzando l’utilizzo delle risorse, delle aree di lavoro, dei cicli produttivi, assicurando allo stesso tempo elevata qualità nella produzione e gestione dei processi.

Nata nell’ambito produttivo, trova oggi impiego con successo in molte aree di lavoro e processi differenti quali quelli transazionale, logistici, finanziari, di servizio e supporto.

Da dove nascono questi due principi che stanno alla base dell’ottimizzazione e dell’operational excellence (OE) della maggior parte delle grandi aziende nel mondo?

Lean: Nel 1950 l’ingegner Taiichi Ohno diede inizio alla Toyota Production System (TPS), ossia ad una produzione flessibile ed a basso costo. Il processo era finalizzato ad una risoluzione della crisi finanziaria presente in quel periodo.

Six Sigma: Nel 1986 nasce la metodologia per la riduzione della varietà dei processi e dei difetti di produzione. Il nome six sigma si riferisce ad un livello qualitativo definito da 3.4 difetti per milione di parti processate.

Il termine Lean Six Sigma è stato utilizzato per la prima volta nel 2002 da Michael George e Peter Vincent nel loro libro intitolato “Lean Six Sigma: Combining Six Sigma with Lean Speed”.

Ad oggi, molte aziende sfruttano la complementarietà di questi due approcci fondendo le due filosofie e attuandole mediante l’approccio culturale dell’OE mirato al miglioramento continuo ed alla riduzione degli sprechi.

I metodi OE possono infatti, con i dovuti accorgimenti, essere adottati all’intera catena di valore di un’azienda farmaceutica, sia per stabilimenti produttivi che per quelli analitici. Alcuni dei vantaggi dell’applicazione di questa metodologia sono la riduzione dei tempi di rilascio dei prodotti e della variabilità delle analisi.

 

Andiamo ora a vedere in maniera più dettagliata tutti i vantaggi di quest’approccio 

Benefici della metodologia Lean Six Sigma

Grazie all’applicazione combinata di principi e strumenti appartenenti alle due metodologie, l’azienda trae molteplici vantaggi che si traducono in un aumento di produttività e di redditività. Statisticamente i benefici economici per le aziende che adottano correttamente la metodologia Lean Six Sigma sono valutabili nell’ordine del 2-3% sul fatturato, con picchi di oltre il 10%.

Ulteriori vantaggi della corretta applicazione di questa metodologia sono:

Aumento della qualità del prodotto: creazione di valore per il cliente, focalizzazione dell’attenzione sulle esigenze di mercato.

Miglioramento del servizio al cliente: rispondere in maniera migliore (valore) e rapida (fornitura e consegna) al cliente.

Diminuzione del costo del prodotto: eliminazione degli sprechi ottimizzazione nella gestione e impiego delle risorse, delle aree di lavoro e dei processi produttivi.

Più efficienza dei processi: definizione e applicazione di standard operativi che permettono di ottimizzare i flussi di lavoro, effettuare un controllo efficace e ottenere un miglioramento continuo dei processi aziendali.

Riposizionamento competitivo: la riduzione del costo per prodotto comporta l’acquisizione di un vantaggio rispetto ai competitors aziendali.

Capacità di portare nuove idee: sviluppo della capacità di innovare, maggiore stimolo verso l’individuazione e l’applicazione di soluzioni per il miglioramento continuo dei processi. Idee spesso promosse dai dipendenti stessi che, opportunamente coinvolti e stimolati, contribuiscono attivamente nello sviluppo di questa filosofia che si riflette anche in un miglioramento generale delle condizioni di lavoro.

Implementazione della filosofia

L’attuazione della metodologia Lean Six Sigma prevede l’applicazione delle cinque fasi DMAIC:
Definizione, Misurazione, Analisi, Implementazione e Controllo.

Queste cinque fasi costituiscono il modello per raggiungere gli obbiettivi e costituiscono il vero modello attuativo della filosofia Lean Six Sigma. Il DMAIC non costituisce infatti una successione casuale di fasi ma è una vera e propria filosofia nella quale ogni step ha una sua motivazione. Questo metodo è da considerare una sorta di forma mentis nonché la struttura da seguire per approfondire e svolgere analisi a qualunque livello.

Vediamo insieme le cinque fasi

  • Definizione: In questa fase viene individuato il problema o l’opportunità e viene definito un piano d’azione tra le parti.
  • Misurazione: misurazione del processo o del prodotto risultante dalle prestazioni.
  • Analisi: ricerca ed individuazione degli elementi critici con maggior impatto sulle prestazioni focalizzandosi su cause dei problemi e i possibili effetti negativi sui processi.
  • Implementazione: identificazione delle opportunità di miglioramento per eliminare o ridurre le cause del problema. Definizione delle priorità di intervento,  risorse, responsabilità e tempistiche per attuarle.
  • Controllo: ultima fase del processo costituita dal monitoraggio e dal consolidamento dei risultati ottenuti attraverso la creazione di procedure e di piani di controllo alla fine di standardizzare il processo.

Come acquisire le competenze sulla metodologia Lean Six Sigma: i livelli di certificazione

Per adottare correttamente la metodologia è necessario prima di tutto acquisire conoscenza di principi e strumenti e successivamente saperli calare nella propria realtà aziendale.

La formazione sulla metodologia Lean Six Sigma è organizzata secondo un modello che prende spunto da quello del Six Sigma; esistono infatti diversi livelli di certificazione che prevedono l’acquisizione di specifiche competenze, denominate secondo una logica simile a quella della disciplina del karate: yellow belt, green belt e black belt.

L’azienda che desidera attuare la metodologia Lean Six Sigma potrà così avvalersi di figure interne formate e addestrate a tale scopo, che hanno conseguito competenze differenti sulla base della certificazione conseguita e che partecipano al progetto di implementazione con ruoli specifici:

  • yellow belt: formazione di base sui principi del Lean Six Sigma; permette di creare una base condivisa di cultura sulla metodologia Lean Six Sigma a tutti i livelli aziendali.
  • green belt: riguarda la partecipazione part time ai progetti lean six sigma: hanno un’accezione prettamente operativa, fornendo supporto ai Lean Six Sigma Black Belt e possono anche gestire piccoli progetti di miglioramento.
  • black belt: dedicata a figure che si dedicano totalmente, o per gran parte del loro tempo, ai progetti Lean Six Sigma. Acquisiscono competenze elevate su metodologia e strumenti, sono responsabili dei progetti strategici e della formazione interna e supervisione delle figure green belt.

In conclusione, Il Lean Six Sigma è più di un metodo di miglioramento continuo, è una vera e propria business strategy.

Rappresenta il presente e il futuro nella gestione non solo efficace, ma anche efficiente, delle aziende manifatturiere e di servizi del nostro tessuto economico nei più vasti settori di applicazione, quali quello meccanico, automobilistico, farmaceutico, moda, food&beverage, logistico, servizi finanziari.

Nata per dare una risposta alle esigenze delle grandi aziende produttive si sta oramai diffondendo a macchia di leopardo. Sta oggi “contaminando”, con risultati eccellenti, anche l’approccio ed il metodo di lavoro delle piccole e medie imprese

Matteo Basilissi | Senior Consultant