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Integrità dei dati nella Sperimentazione Clinica

Integrità dei dati nella Sperimentazione Clinica

Nell’ambiente della ricerca clinica, il costante mantenimento dei registri e dei dati, le Buone Pratiche di Documentazione (GDP) e l’adeguato addestramento del personale sono componenti essenziali del sistema di assicurazione qualità che coinvolge sponsor, CRO e fornitori, di importanza vitale per operare in conformità con i requisiti normativi delle Buone Pratiche Cliniche (ICH GCP E6 R2), nonché i requisiti etici su cui si basa la ricerca stessa.

In particolare, l’integrità dei dati è una componente fondamentale nella protezione del paziente e del pubblico. I regolatori e le agenzie sanitarie (FDA, MHRA, EMA, OMS, …) nel corso degli anni hanno sempre più sottolineato l’importanza dell’argomento nelle linee guida, nelle citazioni e negli interventi pubblici, come dimostra la pubblicazione nel 2018 della guida FDA “Integrità dei dati e conformità con la guida alle domande e risposte sui farmaci CGMP per l’industria” (https://www.fda.gov/regulatory-information/search-fda-guidance-documents/data-integrity-and-compliance-drug-cgmp-questions-and-answers-guidance-industry).

Per questo motivo, le aziende farmaceutiche e biotecnologiche, così come i loro appaltatori (inclusi CRO, laboratori chimici e microbiologici e altri fornitori), devono mantenere e garantire l’accuratezza e la coerenza dei dati clinici e delle registrazioni durante l’intero ciclo di vita dello studio.

La mancanza di pratiche adeguate a salvaguardare l’integrità dei dati nella ricerca clinica può portare a gravi conseguenze di salute per i pazienti e giuridico-finanziarie per l’azienda.

Nel corso di uno studio clinico l’integrità dei dati può essere monitorata focalizzandosi sui seguenti aspetti critici:

  • · Sistema di Assicurazione e controllo qualità di CRO e altri fornitori;
  • · Source Data Verification (SDV) o Verifica dei Dati di Origine;
  • · Convalida dei sistemi informatici coinvolti nella raccolta, elaborazione e reporting dei dati
  • · Accessi e modifica diretto e indiretta dei dati;
  • · Formazione del personale coinvolto nella raccolta dei dati, responsabili del trattamento, analisti, personale del sito e redattori di report;
  • · Monitoraggio dei dati in loco, centralizzato e basato sul rischio, ovvero le attività di revisione periodica e monitoraggio continuo.

Il principale compito dell’auditor sarà la verifica che la CRO e gli altri fornitori dispongano di un efficiente sistema di gestione della qualità operante secondo Policy e SOP efficaci, che prevendano la registrazione e la modifica controllata di record elettronici e cartacei.

La recente introduzione dei sistemi di Electronic Case Report Forms (eCRF) ha portato ad una maggiore efficienza e controllo delle attività di registrazione dei dati clinici da parte dell’investigatore e trasmissione degli stessi allo sponsor. eCRF non è altro che un sistema di tabelle che immagazzina tutti i dati di una sperimentazione. Il dato può essere inserito per via diretta o tramite la connessione ad altri sistemi.

Come recentemente evidenziato dall’ente MHRA il flusso di dati da e per la eCRF deve essere ben definito; in particolare devono essere ben identificati e localizzati i dati di origine (source data) e tutte le modifiche da parte dell’investigatore devono essere autorizzate dal sistema secondo ruoli ben definiti e chiaramente registrate in un Audit Trail.

Durante le ispezioni MHRA ha accertato che non tutti i sistemi eCRF vengono sviluppati con l’inclusione di queste funzionalità. Alcune delle osservazioni ricorrenti pubblicate sono le seguenti:

  • · Il monitor non ha rivisto i dati inseriti rispetto ai dati di origine e i piani di monitoraggio non hanno considerato la verifica di questi dati;
  • · Dati di origine per i quali non erano disponibili altri record: senza Audit Trail completo, non è stato possibile verificare quali dati erano stati inseriti, quando, da chi e se i dati fossero stati modificati;
  • · Dati registrati in eCRF che possono essere modificati in ogni momento senza tracciatura, ciò ha portato a incongruenze con i dati inseriti in Interactive Response Technology (IRT) e i fogli di lavoro cartacei (dati di origine);
  • · Aggiunta di moduli di deviazione del protocollo nell’eCRF per consentire ai monitor di inserire le informazioni e al team di gestione dello studio di effettuare e documentare la loro revisione;
  • · Database contenente dati trascritti da CRF cartacei modificato in eCRF senza una valutazione del rischio sufficiente per garantire l’integrità dei dati;
  • · Nessun controllo in atto per garantire che i dati inseriti dallo sperimentatore non possano essere modificati dallo sponsor;
  • · Nessuna verifica documentata o controllo di qualità dell’attività di inserimento dei dati, non permettendo quindi la determinazione dell’accuratezza della trascrizione dei dati dai registri cartacei.
  • Per essere sempre allineati alle normative con il passaggio dal cartaceo all’elettronico dobbiamo dotarci dei software e sistemi giusti ed occorre che i proprietari pensino alle loro caratteristiche già in fase di sviluppo e che le comunichino chiaramente agli sviluppatori. La tutela dell’integrità dei dati dovrebbe essere una priorità durante lo sviluppo se non si vuole ritrovarsi con sistemi inadeguati ed essere costretti a compensare alle inefficienze attraverso lunghi e costosi controlli manuali.

Per un approfondimento di queste importanti tematiche suggeriamo la lettura del paper pubblicato in collaborazione tra FDA e MHRA “Data Integrity in Global Clinical Trials” reperibile al seguente indirizzo: https://ascpt.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/cpt.1794. Per essere sempre informato su integrità dei dati, sperimentazione clinica e non solo, continua a seguire questo blog.

Andrea Pedna | Senior Consuntant

 

FORMAZIONE

Data Integrity