by admin
Share
by admin
Share
L’obiettivo della Cleaning Validation è quello di provare che le procedure di pulizia riescono ad eliminare in modo consistente ed efficace (fino ad un livello accettabile) le tracce microbiche, di prodotto e di detergente in modo da prevenire fenomeni di contaminazione e cross-contaminazione. Anche il tipo di detergente usato in pulizia è importante e la composizione deve essere nota in modo da testare la presenza di eventuali residui.
Le normative GMP presentano specifici requisiti riguardo la pulizia degli ambienti e delle apparecchiature nei locali di produzione. I requisiti di carattere generale sono riassunti in breve nel seguito.
Parte 1, Capitolo 3 – Premises and equipment:
- I locali, la strumentazione e gli impianti devono essere realizzati in modo da essere facilmente pulibili e minimizzare l’accumulo di polvere e sporco e il rischio di contaminazione tra lotti successivi e prodotti (cross-contamination). Nel caso di generazione di polveri in quantità rilevante devono essere prese precauzioni particolari (es.: lavorazione prodotti in polvere, fasi di mixing e compressione, pesatura, campionamento).
- La strumentazione deve essere sempre pulita e asciutta e conservata in tali condizioni. Anche l’operazione di asciugatura deve essere effettuata secondo una procedura scritta.
- Nell’etichettatura di locali e impianti deve essere previsto anche lo stato della pulizia con la data di scadenza ben visibile.
Parte 2 – API e materie prime:
- Devono essere presenti procedure scritte per la pulizia di macchine e utensili, i quali devono essere conservati in modo da prevenire la contaminazione e quando necessario sanitizzati o sterilizzati. Deve essere giustificata la scelta degli agenti e prodotti usati per la pulizia e definiti i criteri di accettazione dei residui all’interno delle procedure.
Tuttavia, i requisiti più importanti sono sicuramente quelli descritti nell’Annex 15, relativo a qualifica e convalida, nel quale è presente un intero capitolo che tratta la convalida di pulizia:
- Le procedure di pulizia devono essere convalidate per tutti i locali e gli strumenti (linee di produzione) e per tutti i prodotti che vi passano. In caso di serie di apparecchiature\prodotti\locali simili è possibile fare un raggruppamento (grouping o bracketing) e scegliere una sola unità rappresentativa su cui effettuare la convalida, che sarà poi valida per il resto. La scelta specifica deve ricadere sull’unità più critica e deve essere ben giustificata su basi scientifiche tramite risk assessment.
- La convalida deve essere basata su un risk assessment che stabilisca: gli strumenti e i locali critici, il numero di ripetizioni della procedura (normalmente il minimo è 3), i parametri critici con relativi limiti da testare e criteri di accettazione.
- Nella convalida devono essere valutato tutto il range di variabilità dei parametri che influiscono sulla performance del processo. I limiti testati devono essere basati su una valutazione tossicologica e sulla dose terapeutica per determinare il PDE (permitted daily exposure).
- L’approccio usato in convalida è molto spesso quello dello scenario peggiore (worst case scenario). Questo comprende anche la scelta del detergente.
- Il protocollo di convalida deve contenere: i limiti da testare e i criteri di accettazione, la strategia (es.: swab and rinsing), le procedure, gli strumenti, i metodi analitici, i materiali e i punti di campionamento, i solventi impiegati, gli holding times, la lunghezza massima della campagna; inoltre devono essere previsti test specifici per il rischio microbiologico e da endotossine.
- Il report deve essere approvato dal management alla conclusione dell’attività di convalida e deve confermare che il livello residuo rientra nei limiti di accettazione.
- La verifica visiva fa parte dei criteri di accettazione ma non può essere l’unico criterio utilizzato in cleaning validation.
- Se la produzione comincia prima che la convalida di pulizia sia conclusa le verifiche devono essere effettuate in parallelo (ongoing verification).
- Per la convalida di pulizia manuale è opportuno porre particolare attenzione su efficacia e frequenza della procedura.
- La convalida deve prendere in considerazione il livello di automazione del processo. In caso di processo automatizzato bisogna convalidare il range normale di operazioni (specified normal operation range).
Andrea Pedna | Senior Consultant
FORMAZIONE:
STAY IN THE LOOP
Subscribe to our free newsletter.
Psicologo e Mental Coach: quali sono le differenze? Meglio uno psicologo o un mental coach? Benché vengano spesso sovrapposte, queste due figure hanno due funzioni ben distinte. La parola coach significa “allenatore”. Il coach è infatti un professionista che supporta nella motivazione e fornisce strumenti affinché gli obiettivi prefissati possano essere raggiunti. Lo psicologo invece […]
L’integrazione dell’intelligenza artificiale nella produzione farmaceutica L’espressione “Intelligenza artificiale” è stata usata per la prima volta dallo scienziato cognitivo John McCarthy, definendola una scienza in grado di progettare macchine intelligenti con lo scopo di non replicare l’intelligenza umana, ma di riprodurre o emulare alcune funzioni dell’uomo. Le tecniche di intelligenza artificiale (IA) stanno rivoluzionando il […]
m-Squared si avvia alla consulenza strategica: ecco i primi risultati Da Marzo abbiamo avviato una nuova business unit che mette al centro il prodotto nella sua interezza unendo alla nostra anima tecnica il lato commerciale, lo abbiamo fatto perché pensiamo sia una evoluzione necessaria nella nostre competenze e nella nostra offerta di servizi. Sappiamo che […]
COME MIGLIORARE LE PERFORMANCE IN AZIENDA? Per migliorare le relazioni con i colleghi e collaboratori e per affrontare tutte le sfide aziendali occorrono specifiche soft skills. Come poter sviluppare, in ambito lavorativo, l’attitudine all’ascolto, la collaborazione e il problem solving? Occorre un percorso di consulenza personalizzata che sia focalizzato sulla crescita e sul miglioramento individuale. […]



