Aggiornamenti sulla contaminazione da nitrosammine

26 Settembre 2019. EMA pubblica una dichiarazione sul proprio sito, dal titolo “L’EMA consiglia alle aziende le misure da adottare per evitare le nitrosammine nei medicinali per uso umano (EMA / 511347/2019)”. Come aspettato, il documento riguarda tutti i titolari di autorizzazioni all’immissione in commercio (MAH) di farmaci contenenti sostanze attive sintetizzate chimicamente nell’UE. Si chiede a tutti i MAH, che sono in ultima analisi diretti responsabili di qualità, sicurezza ed efficacia dei medicinali da loro prodotti, di effettuare una valutazione del rischio in merito alla potenziale contaminazione da nitrosammine.

Insieme a questa dichiarazione, i seguenti documenti sono stati pubblicati e sono consultabili sul sito dell’EMA:

  • Informazioni sulle nitrosammine per i titolari di autorizzazioni all’immissione in commercio (EMA/189634/2019);
  • Domande e risposte su “Informazioni sulle nitrosammine per i titolari di autorizzazioni all’immissione in commercio” (EMA/428592/2019).

Nel primo di questi documenti è contenuto un chiarimento ed ulteriori specifiche indicazioni rispetto a quanto già dichiarato, mentre il secondo è un vero e proprio Q&A sull’argomento.

In sintesi, queste sono le azioni che le aziende MAH devono intraprendere:

  • Valutare la possibilità che le nitrosammine siano presenti in ogni medicinale da loro prodotto entro 6 mesi;
  • Dare priorità partendo dai medicinali che hanno maggiori probabilità contenere nitrosammine;
  • Tenere conto dei risultati della revisione dei sartani da parte del CHMP;
  • Informare le autorità dell’esito delle valutazioni del rischio;
  • Testare prodotti a rischio di contenimento di nitrosammine;
  • Segnalare immediatamente il rilevamento di nitrosammine alle autorità;
  • Richiedere le modifiche necessarie alle autorizzazioni all’immissione in commercio per affrontare il rischio di nitrosamina;
  • Completare tutti i passaggi precedenti entro 3 anni, dando la priorità ai prodotti ad alto rischio.

I MAH, insieme alle QP, devono assicurarsi che di avere accesso alle informazioni dei produttori di API relative alle impurezze di nitrosammine e al potenziale rischio di contaminazione incrociata. Per la valutazione del rischio è essenziale la sottoscrizione di accordi di qualità tra MAH e produttore di API. Va notato che i produttori di API devono produrre sostanze ai sensi del regolamento GMP di ICH Q7 e ICH Q7 Q&A. La documentazione di analisi del rischio non deve essere presentata, sebbene debba essere sempre resa disponibile su richiesta.

Dopo il primo step di analisi del rischio, da concludere entro 6 mesi, qualora emergesse un rischio sostanziale si deve procedere al secondo step, ovvero i test di conferma: le sostanze e semilavorati a rischio devono essere testati per il contenuto di nitrosammine mediante metodi analitici validati e opportunamente sensibili, con priorità data ai prodotti ad alto rischio. Se viene rilevata la presenza di contaminanti, le autorità competenti devono essere informate immediatamente, indipendentemente dalla quantità rilevata.

Eventualmente si procederà al terzo step, ovvero le modifiche all’autorizzazione all’immissione in commercio (MA), in particolare cambiamenti del processo di fabbricazione o delle specifiche del prodotto. In caso di rischio per la salute pubblica le autorità competenti devono essere informate immediatamente e le scadenze devono essere abbreviate. Si consiglia di procedere quanto prima all’invio delle richieste di modifica di MA per accorciare i tempi, che sono tipicamente lunghi.

Sembra che si stia dipingendo un quadro regolatorio e normativo simile a quanto visto negli scorsi anni per quanto riguarda la contaminazione da metalli pesanti con l’introduzione della linea guida ICH Q3D, con tutte le conseguenze che ha generato nelle aziende.

L’argomento delle nitrosammine è già stata affrontato in altri articoli sul nostro sito e non mancheremo di ritornare a trattarlo con ulteriori approfondimenti e aggiornamenti.

 

Andrea Pedna

Senior Consultant